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La Dea vola in semifinale. Milan sconfitto 6-4 dopo i calci di rigore

lunedì 29 aprile 2013

La Dea vola in semifinale. Milan sconfitto 6-4 dopo i calci di rigore

La zampata della Dea. Torna in auge per la finalissima, il nome dell'Atalanta. Dopo alcuni anni di assenza nella fase calda del torneo, la formazione bergamasca torna di prepotenza in lizza per il titolo. E lo fa con audacia, ordine, rigore tattico, velocità d'azione. L'Atalanta vista al Ferroli piace, convince, regala sprazzi di gran calcio. Se ne sono accorti i presenti, gli appassionati, i tifosi seduti sulle affollatissime tribune del "Tizian". Se n'è accorto anche il Milan, uscito sconfitto dal quarto di finale per opera della formazione nerazzurra. Un successo di rigore, quello colto dall'Atalanta, che sublima una partita condotta per gran parte del tempo ma che rischiava, nel finale, di pendere dalla parte meneghina.

Il pareggio uscito dall'urna dopo il triplice fischio, è il risultato più giusto, più equo, più veritiero. L'Atalanta, dopo il vantaggio di Baldrighi, ha saputo arginare con ordine le offensive orchestrate dalla formazione rossonera. Il Milan però, dopo una lunga rincorsa, ha pareggiato grazie ad una imperiosa incornata di Mondonico, ancora decisivo sulle palle alte in area di rigore. Nel secondo tempo,  invece, in un vivacissimo confronto vissuto sul filo di lana, il Milan ha attuato una leggera supremazia tattica, che per poco non produceva una clamorosa rimonta all'ultimo istante, quando la botta di Maresi salutava il palo alla destra dell'estremo bergamasco.

Ai rigori, l'Atalanta non sbaglia un colpo. Per il Milan Casiraghi, figlio del noto Gianluca, sbaglia, mentre Ranieri, il prescelto atalantino per l'ultimo tiro dal dischetto, non si fa beffare dalla tensione per la posta in palio. Finisce 6-4, passa la Dea, il Milan saluta tra gli applausi.

 

Riccardo Perandini

Addetto Stampa

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