A.C. Sanbonifacese Presenta

Il Trofeo Ferroli va al Barcellona

mercoledì 1 maggio 2013

Il Trofeo Ferroli va al Barcellona

INTERNAZIONALE-BARCELLONA: 2-4 DCR

Inter (4-4-2): 1 Michele Di Gregorio; 3 Matteo Colombini, 18 Matteo 
Arcuri, 5 Alessio Bernardi, 16 Alessandro Sobacchi; 7 Matteo Cassani,  
6 Jimmy Tchaoule, 8 Saulo Brambilla, 11 Loris Zonta; 17 Pierre Zebli, 
10 Samuel Appiah.

A disp.: 12 Alessandro Macario, 2 Nouah Cisse, 4 Enrico Demicheli, 9 
Lorenzo Andriuoli, 13 Nicolò Gazzotti, 14 Frank Didiba, 15 Angelo 
Panatti, 19 Gabriele Di Carlo.

All.: Gianmario Corti.

Barcellona (4-3-3): 13 Ivan Fajardo(1'st Andreu Cases); 2 Xavier Liebanas,  3 Adrià 
Vilanova, 14 Carles Torrents, 8 Ayoub Abou Oulam, 16, Ferran Sarsanedas, 15 Julien Arellano; 19 Lee Seung Woo, 11 Marc Rio,18 Theo Chendri, 20 Enric Franquesa
 

A disp.: 1 Andreu Cases, 5 Roger Marcè, 9 Sergi Canos, 10 Seungho 
Paik, 12 Eric Montes, 18 Gyeolhee Jang

All.: Enrique Alvarez.

Arbitro: Lorenzo Bellotti di Verona (Stefano Tebaldi, Abderrahin 
Rouchidi).

Sequenza dei rigori:

Inter:

Brambilla goal- Di Carlo Goal- Sobacchi parato- Frank palo

Barcellona:

Adrià goal- Seung Woo goal-Theo goal- Paik goal

Tra Inter e Barcellona, servono i rigori per decretare il vincitore. In campo, ha vinto l'equità di valori messi in gioco, la forza di due culture opposte che hanno dato vita ad uno scontro impari. La vittoria del Barça però, per quanto visto, appare più che legittima. Occasioni alla mano infatti, l'undici di Enrique Alvarez ha prodotto molto di più degli uomini di Corti. Per l'Inter, invece, restano gli applausi. Una consolazione magra, certo, ma che comunque rende onore ad una squadra che ha prodotto spettacolo, dalle parti di San Bonifacio.

LA CRONACA:

La partita, come preventivabile, è un copione già scritto. Il tatticismo regna sovrano, il Barça danza sul ritmo del proprio tiqui-taca, l'Inter ringhia sul portatore, rispondendo colpo su colpo. Ne esce una partita che è una lezione di possesso palla impartita dai blaugrana, congiunta ad un saggio di tattica difensiva orchestrata dall'Inter. Di fatto, alla grande mole di gioco, non corrispondono occasioni da rete. Il primo sussulto è al 15': Franquesa riceve da buonissima posizione, colpisce a botta sicura ma la palla incoccia sulla stanga ed esce. Poi, bisogna aspettare l'ultimo minuto del primo tempo, per vedere l'occasione successiva. Seungwoo semina il panico in area, arriva davanti a Di Gregorio ma è provvidenziale il portiere dell'Inter nell'evitare la capitolazione.

Nella ripresa il canovaccio non cambia. Al 2' il Barça ha una grande chance per passare in vantaggio con Canos, ma Di Gregorio è un baluardo insormontabile. Al 12', è ancora Barcellona: Gyeolhee vola sull'out di sinistra, entra in area e batte a rete: Di Gregorio però, risponde prontamente. La seconda metà di frazione, invece, si tinge di nerazzurro: l'Inter prova a far capolino dalle parti dell'area blaugrana, ma non si passa. Un brivido corre lungo le schiene degli iberici al 20' quando Tcaoule scocca un missile terra aria dai venticinque metri: la palla però, saluta il palo alla sinistra del portiere ed esce. Si arriva così al triplice fischio, senza ulteriori sussulti.

I cecchini del Barcellona non sbagliano un colpo, l'Inter, invece, paga gli errori di Sobacchi (parato) e di Frank (palo). Finisce 4-2, per la gioia degli spagnoli.

Riccardo Perandini Ufficio Stampa

Foto Soave Graziano